Fata libelli habent sua
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Questa espressione č spesso citata per affermare che anche i libri, come gli uomini, sono sottoposti alle irrazionali vicissitudini della sorte; talora, invece, significa che tutti i libri sono fatalmente, presto o tardi, destinati a cadere nel dimenticatoio, a volte che i cattivi libri finiscono per l'essere riconosciuti come tali. Essa non č di Orazio, come da pių parti si afferma, bensė di Terenziano Mauro (De Literis, syllabis et metris, 1286; l'intero verso suona: "pro captu lectoris habent sua fata libelli": "i libri hanno una loro fortuna, a seconda della ricezione del lettore"). il Webmaster |